Perché non esiste un prezzo fisso
Chiedere "quanto costa un logo" è un po' come chiedere "quanto costa una casa": dipende da quante stanze, dove si trova, e con quali materiali è costruita. Lo stesso vale per la brand identity. Un progetto per una startup che deve nascere da zero richiede un lavoro diverso rispetto al rebranding di un'azienda che opera da trent'anni e deve mantenere la propria riconoscibilità sul mercato. Il prezzo segue la complessità, non il contrario.
Logo o sistema di brand identity: non sono la stessa cosa
Il primo fattore che fa oscillare il budget è capire di cosa si ha davvero bisogno. Un logo design è un singolo simbolo: il marchio, le sue varianti, le regole minime di utilizzo. Una brand identity è un sistema: logo, palette, tipografia, linee guida, applicazioni su materiali fisici e digitali, a volte anche naming e tono di voce. Richiedere un preventivo senza aver chiarito questo punto è la causa più comune di stime fuori scala, in entrambe le direzioni.
Ne avevamo parlato anche nell'articolo su brand identity vs logo: nella maggior parte dei casi, investire solo nel simbolo e rimandare il sistema è una scelta che si paga più avanti, quando il brand cresce e il materiale coordinato non regge il passo.
Le fasce di investimento più comuni
Nel mercato italiano, e a Torino in particolare, i progetti di identità visiva si muovono generalmente su tre fasce, indicative e non vincolanti:
- Logo e kit essenziale — un marchio con le sue varianti, palette e tipografia di base. La fascia d'ingresso per chi deve partire o per chi ha bisogno di un aggiornamento mirato.
- Brand identity completa — sistema di marca esteso, linee guida, materiale coordinato (biglietti, carta intestata, packaging, social kit). È la fascia più richiesta da PMI e studi professionali che vogliono un'immagine coerente su tutti i canali.
- Rebranding strutturato — coinvolge anche naming, strategia di posizionamento, e spesso un sito web o materiale digitale a supporto. È la fascia più ampia, perché il lavoro di ricerca e allineamento con gli stakeholder è significativamente maggiore.
Il nostro progetto per Castagnoli, ad esempio, rientra nella terza fascia: un'azienda industriale storica che aveva bisogno di un'identità capace di parlare sia al mercato consolidato che a quello più contemporaneo.
Cosa guardare in un preventivo, oltre al numero finale
Il prezzo da solo dice poco. Prima di confrontare due proposte, vale la pena controllare:
- Cosa è incluso nelle revisioni — un numero di round di feedback non definito è spesso la causa di tempi che si allungano.
- I file che riceverai alla consegna — sorgenti modificabili, non solo esportazioni in PNG o PDF.
- Se è prevista una fase di ricerca — analisi del settore e dei competitor, o si parte direttamente dalla proposta grafica.
- Le linee guida d'uso — un documento che garantisce coerenza anche quando il materiale verrà prodotto da altri, internamente o da fornitori esterni.
Come lavoriamo da KOLRS Studio
Da KOLRS costruiamo ogni preventivo sul progetto specifico, non su un listino fisso: partiamo da una chiamata conoscitiva per capire a che fascia appartiene il lavoro — logo, sistema completo o rebranding — e torniamo con una proposta che indica con chiarezza cosa è incluso, le tempistiche e il numero di revisioni previste. Puoi farti un'idea del tipo di lavoro che facciamo nella sezione progetti, dal rebranding di Officina Ventrice al lavoro per l'Università di Pavia.